“IO PRIMA DI TE”: LIBRO VS FILM

E dopo il tanto atteso arrivo di Io prima di te nelle sale italiane, non potevo che cimentarmi in una doppia recensione che coinvolge sia il film che il libro da cui è tratto (Io prima di te di Jojo Moyes). Toccherò qualche punto che ho ritenuto importante, sperando che questo possa spronarvi a leggere il libro e guardare il film se ancora non avete fatto la conoscenza di questo piccolo capolavoro.

  • La versione cinematografica dei personaggi è molto fedele al romanzo: i due protagonisti, Louisa Clark e Will Traynor, sono interpretati da Emilia Clarke e Sam Claflin, attori in perfetta connessione con le loro parti; il cast è sicuramente uno dei punti meglio riusciti di tutto il film, in quanto l’idea che nasce leggendo il libro prende vita esattamente come te la immaginavi.
  • La famiglia è forse il più importante pilastro di questa storia, ma nel film abbiamo una visione un po’ differente: nel romanzo a primeggiare tra le pagine è sicuramente la famiglia di Louisa poichè scritto in prima persona dalla protagonista femminile, nel film invece sono i Traynor ad occupare una posizione di rilievo. La trovo una scelta più che saggia, in effetti, poichè grazie ad una maggiore conoscenza dei genitori di Will impariamo a comprenderli come non siamo riusciti nel libro.
  • Restando in tema famiglia, un personaggio che mi ha colpito particolarmente è quello di Camilla, la madre di Will. Nel romanzo non ero riuscita ad entrare in sintonia con lei, quasi mi mancassero le basi per stabilire un buon rapporto col suo modo di fare; sono rimasta piacevolmente sorpresa, invece, dalla versione interpretata da Janet Mc Teer, che è riuscita a trasmettermi i suoi pensieri fino a creare un legame stretto col personaggio.
  • Un elemento spesso criticato di questa narrazione è Patrick, il fidanzato di Louisa, che dal libro è stato copiato ed incollato sulla pellicola cinematografica senza il minimo cambiamento. E’ un personaggio colmo di stereotipi e comico per i tre quarti della storia, e non gode di una storyline definita: ciò che conosciamo di lui ci viene detto tramite i momenti passati insieme a Lou. Ma che ci sta a fare in questa storia, quindi? Da una mia interpretazione, oserei dire che rappresenta uno degli scogli superati da Louisa nel suo percorso al fianco di Will, il fardello di una relazione che non funziona e da cui riesce finalmente a liberarsi, l’ennesimo segno della maturazione della protagonista.
  • La sceneggiatura è la parte che i lettori più affezionati del romanzo apprezzeranno maggiormente: scritta dall’autrice stessa, riprende numerosi dialoghi del romanzo, il che rende il giusto omaggio alla versione originale di questa splendida storia.
  • Ultimo elemento, ma non per importanza: la comicità. Com’è già evidente nel libro, Io prima di te non è adatto a chi si aspetta di vedere un film di lacrime e tristezza, poichè l’adorabile Louisa è tutto tranne che rigorosa nel suo lavoro e Will non può fare a meno che farla a sentire a disagio… da quella che sembra una convivenza impossibile si verificano numerose situazioni ridicole che strappano risate e sorrisi per tutta la durata del film.

Grazie per aver vissuto con me alcuni momenti di Io prima di te. Vi ricordo che, in caso abbiate già visto il film, non è mai troppo tardi per leggere il libro e conoscere maggiori dettagli sui pensieri di Louisa.

Alla prossima,

F. ♡

Annunci

Wake me up when september ends.

Buonsalve raggi di sole.

Domenica 11 settembre, l’ultimo giorno di libertà per coloro che domani riprenderanno la scuola. Per noi universitari, invece, settembre è il mese degli ultimi esami prima del ritorno alla fatica del treno o della valigia della domenica pomeriggio.

Personalmente, però, questo è il mese che preferisco. Settembre è il mese del ricominciare da capo, e non solo per quanto riguarda l’odioso lavoro di chi studia, ma per il desiderio di rivincita che suscita in ognuno di noi: è una nuova possibilità che ci viene concessa, una possibilità per rendere la nostra vita un passo più vicina a quella che vogliamo davvero vivere. Non siate tristi nel vedere le foglie cadere, ma siate ispirati dai loro mille colori.

Spero che queste canzoni possano accompagnarvi in questo nuovo inizio.

🍁 I won’t let you go | James Morrison

🍁 Cold coffee | Ed Sheeran

🍁 Sweater weather | The Neighbourhood

🍁 Let it go | James Bay

🍁 Not today | Imagine Dragons

 

Buon inizio a tutti,

F. ♡

Oh God, tell us the reason youth is wasted on the young. ♪

Quella di ieri si prospettava come una banale e noiosa serata con i miei genitori, data l’assenza del mio solito gruppo di amici a tenermi compagnia, ma si trasformò invece in uno spunto di riflessione e insegnamento di vita che ha smosso qualcosa dentro di me. Avete presente la sensazione di ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato? E’ così che per quelle prime ore notturne mi sono sentita, perchè tutto sembrava inspiegabilmente fuori posto, persino io. Inutile raccontare i dettagli, servirebbero solo a sfogare per la quinta volta oggi i miei pensieri sull’accaduto; desidero invece riportare le parole di una detto celebre, che afferma Siamo le scelte che facciamo.

Nella vita, negli anni dell’adolescenza e della gioventù in particolare, siamo messi alla prova in maniera costante: siamo noi a indirizzare il nostro percorso verso questa o quest’altra possibilità, e capita con facilità che la strada presa sia quella errata. Succede, gli sbagli sono gli insegnamenti più significativi. Ma cosa accade se dopo uno sbaglio si trae l’insegnamento sbagliato? Cosa accade se dopo aver provato il fumo di una sigaretta decidiamo che vogliamo provarlo nuovamente, e ancora, e ancora… e cosa accade se il tabacco della nostra sigaretta si trasforma improvvisamente in qualcosa di più ricercato, più adulto, più costoso? Una volta, due volte, tre volte, improvvisamente nulla è divertente senza quella magia che stringi tra indice e medio. Mi sono bastate poche ore per dire Grazie alla vita, alla mia vita che spesso sottovaluto e considero così banale e noiosa, che scelta dopo scelta mi ha portato a storcere il naso davanti ad una serata in discoteca ed esaltarmi per una nottata in bianco tra serie tv e giochi da tavolo. E se mi chiedono perchè io e i miei vent’anni preferiamo un giro in macchina nel buio della tangenziale a cantare l’intera playlist di spotify dedicata agli anni Novanta piuttosto che un cocktail annacquato sul ritmo di techno e reggaeton insieme ad una folla di gente che tra snapchat e finte sbronze vuole a tutti i costi dimostrare qualcosa, sarò felice di raccontare loro di quanto ripensare alle nostre serate mi faccia venire gli occhi lucidi dalla gratitudine. Dio, dimmi la ragione per cui la gioventù è sprecata sui giovani canta Adam Levine in Lost stars, e se qualcuno ha una risposta a questa domanda si faccia avanti, perchè sono curiosa di ascoltare le vostre storie e le vostre opinioni.

Buona domenica e cheap thrills a tutti voi.

F ♡

8 CONSIGLI per affrontare la MATURITA’

L’esame di maturità incombe minaccioso e siccome io ho già superato questo grande traguardo l’anno scorso, mi piacerebbe condividere qualche piccolo consiglio che potrebbe aiutarvi in questa avventura.

  1. PREPARARE UNA TABELLA ORARIA. Si tratta di una semplice tabella che potete fare a mano o a computer, in cui giorno per giorno vi dividete gli impegni di studio per fasce orarie. Ad esempio, se il lunedì vi svegliate alle 8.00, dalle 9.00 a mezzogiorno potete dedicarvi al ripasso di filosofia, fate una pausa fino alle 15.00 e poi ricominciate con un’altra materia. E’ un ottimo metodo per quando si hanno tanti programmi diversi da ri-preparare e non si vuole arrivare all’ultimo minuto con l’acqua alla gola.
  2. DARE LA PRECEDENZA AGLI ARGOMENTI PIU’ DIFFICILI/CHE SI SANNO MENO. Già sapete qual è l’argomento o la materia più difficile per voi, lo capite durante l’anno, e quello è il punto di partenza (per me sono stati Hegel e l’mRNA, AIUTO!). Una volta che avrete risolto il problema che vi preoccupa maggiormente, studierete con molta più tranquillità.
  3. DOCUMENTARSI SULLE PROVE DEGLI ANNI PASSATI. Di alcune materie lo si fa già durante l’anno, ma certi professori non vi spiegano assolutamente nulla sui parametri usati all’esame. Sul sito del Ministero trovate le informazioni che cercate, e se avete amici che ci sono già passati, confrontatevi con loro per essere preparati su qualunque fronte.
  4. RIPASSARE CON I COMPAGNI. Sì, lo so: spesso il rapporto con i compagni di classe non è dei migliori, e spesso i ripassi di gruppo sono una perdita di tempo. Ma in altre occasioni possono rivelarsi molto utili! Quando ripassate un argomento, segnatevi i dubbi su un foglio e proponete ad alcuni compagni di studiare insieme per confrontarsi sui problemi di ognuno. Sarà sicuramente più facile aiutarsi a vicenda, piuttosto che passare il pomeriggio su un problema incomprensibile di matematica tutti soli, no?
  5. SCOVARE I POSSIBILI COLLEGAMENTI CON LA TESINA. Questo è un punto che, sono sicura, vi avranno già spiegato i professori, ma ribadirlo non è mai sbagliato. Dalla tesina dipendono non solo le domande che riguardano il vostro lavoro, ma anche le domande dell’orale stesso. Scovate i collegamenti più strambi, i più banali e preparatevi un discorso anche su quelli, non si sa mai che azzecchiate le domande!
  6. ESERCITARSI A RIASSUMERE IN 5/15 RIGHE. La difficoltà della terza prova (oltre che il tempo ridotto) sta nelle 5 o 15 righe che dovete riempire. Il segreto sta nell’imparare a riassumere gli argomenti in maniera ridotta, anche come ripasso. Potete scegliere una domanda con i vostri compagni e svolgere il mini-tema nella mezz’ora che avrete disposizione all’esame (2 ore per 4 materie significa 30 minuti da dedicare ad ognuna), così che poi possiate confrontarlo con quello dei vostri amici e migliorarvi continuamente.
  7. FARE DELLE PAUSE. Capisco che questo consiglio possa risultare banale e inutile, ma è essenziale affinchè le vostre giornate di studio siano produttive e non troppo stressanti. Nella tabella oraria di cui parlavo nel punto n. 1, ricordatevi di inserire 15 minuti di relax ogni due ore di studio, così che la mente possa riprendersi. Ricordatevi, inoltre, di dormire! E’ inutile studiare fino alle 3 di notte se poi il giorno dopo avete bisogno degli stuzzicadenti per tenere gli occhi aperti. Studiate bene e senza troppe distrazioni negli orari prestabiliti e vedrete che la sera andrete a dormire più sereni.
  8. PORTARE TUTTO L’OCCORRENTE. La maggior parte degli studenti sottovalutano l’importanza di questo punto, perchè non si rendono conto di quanto 6 ore di tema siano lunghe. Munitevi di tutto il necessario: penne (anche quelle di scorta!), una piccola merenda, qualcosa da bere (ma non bevete troppo che non potete andare in bagno tutte le ore lol), un orologio per mantenere sotto controllo il tempo a disposizione, dei medicinali in caso di mal di testa, mal di pancia ecc., un elastico per capelli per quelle ragazze a cui danno fastidio i ciuffi sul viso, un dizionario e così via. Fatevi una lista e al momento di fare lo zaino, spuntate gli oggetti presi.

Questi sono i consigli che mi sento di darvi al di là dei soliti non fatevi prendere dall’ansia, vestitevi in maniera decorosa, dormite almeno 7 ore e tutte quelle lezioncine che già sapete. Spero davvero che possano aiutarvi ad affrontare l’esame con più determinazione, per me è stato così. In bocca al lupo a tutti, godetevi quest’ultima esperienza da liceali! ♡

xmswaldorf

Chi vuol essere uno scrittore?

Buonsalve pasticcini cari.

Di recente sono stata a corto di ispirazione e la mia voglia di scrivere si era nascosta da qualche parte. Piano piano la mia voglia di muovere le dita sulla tastiera di un computer troppo vecchio e un po’ rotto sta riemergendo dagli abissi, perciò ho deciso di dare libero sfogo ai pensieri che in questa uggiosa domenica di fine maggio mi affollano la mente.

Ieri io e il mio ragazzo eravamo fuori con alcuni amici e, come spesso accade, ci siamo incanalati in un lungo e mai veramente terminato discorso che prendendo come cavia una nostra conoscenza in comune si è incanalato su una questione in particolare: il saper scrivere. E ci siamo domandati cosa determinasse un tipo di bravura tale da farci apparire come bravi scrittori, quali sono gli elementi che leggendo un testo, un racconto, un tema ci fanno esclamare “Accidenti, come scrivi bene!”? Alla fine dei conti nessuno può fare un elenco di questi requisiti, proprio perchè ciò che apprezzo io potrebbe non piacere a voi altri. Certo, alcune caratteristiche sono fondamentali per dimostrare di cavarsela con le parole – proprietà di linguaggio, uso della punteggiatura, rispetto del tempo narrativo – ma ognuno sfrutta queste basi per costruirsi uno stile proprio e individuale. Non cadete nella banalità, non siate mediocri, non siate elementari: siate creativi, entusiasmati ed entusiasmanti.

E il mio stile, qual è? Trovare la propria unicità nella scrittura non è un fenomeno immediato. Con la crescita – personale e scolastica – ci creiamo delle preferenze nel modo di studiare ed esporre, e quello è il nostro punto di partenza. E’ inutile voler diventare un D’Annunzio se quando leggiamo Il Piacere ci addormentiamo alla seconda riga. Siate un Saba, un Pascoli, un Verga… siate quel tipo di scrittura che piace a voi e non agli altri. Spesso ho creduto di non essere in grado di esprimermi nel modo giusto, e poi qualcuno mi ha detto “Amo il modo in cui racconti certe emozioni. Sono sveglio da tutta la notte per seguire la tua storia.” (si trattava di un gioco di ruolo, uno dei periodi più fighi della mia vita lol), e in quel momento qualcosa è scattato in me: ho capito che se, senza troppe pretese, lasci che sia il sentimento a muovere le dita sulla tastiera, niente risulterà errato.

xmswaldorf

#cinemaddicted: ALLEGIANT

Dopo un mese e mezzo dall’uscita del terzo capitolo della saga di Divergent, sono finalmente pronta a fare il mio commento. Proprio oggi l’ho rivisto per la seconda volta e aspettavo tanto il momento in cui avrei potuto parlarne lucidamente, perciò cominciamo subito.

Il finale di Insurgent ci ha lasciati con un messaggio da parte di coloro che vivono al di là della barriera, i quali invitano gli abitanti di Chicago a raggiungerli per dare inizio ad un nuovo futuro ricco di speranza. Ma le cose non vanno proprio così, poichè la città è nel caos e i tentativi di instaurare un nuovo governo si scontrano col desiderio di scoprire cosa il mondo ha da offrire. Tris, Quattro e altri compagni di avventura cercheranno una soluzione oltre la barriera, ma non tutto procede secondo i piani.

La regia di Allegiant è stata affidata nuovamente a Robert Schwentke e il suo lavoro è una delle cose che più mi ha colpito di questo film: lo spettatore è completamente inglobato nella scena, come se ne facesse parte, il che aumenta di intensità nelle scene di fuga o di combattimento poichè è come se tu fossi lì ad affrontare la situazione insieme ai protagonisti.

Rivediamo in questo capitolo personaggi vecchi e ne ritroviamo di nuovi, ma la costante di questa saga e il grosso punto interrogativo che si forma nella nostra testa circa le vere intenzioni di ognuno di essi: sarà un personaggio buono o cattivo? Impossibile da stabilire a primo impatto, così che sei costretto a riflettere e a scovare dettagli anche insignificanti per formulare la tua propria teoria. Inoltre, amo la scelta di rendere tutti i personaggi importanti ed interessanti: certo, la protagonista è Tris, ma Quattro, Peter, Caleb e molti altri sono altrettanto ben costruiti (se non addirittura meglio!), il che rende loro giustizia.

Ciò che più ammiro di questa saga è la capacità di intraprendere sempre un nuovo percorso per ogni libro/film, inserendo elementi vecchi in una storyline sempre nuova e mai banale, ricca di imprevisti e coinvolgente. Allegiant è stata la conferma piena di una costante innovazione ed immaginazione, cosa che spesso scarseggia nelle saghe moderne (vedi Hunger Games, scusate tributi cari).

Ci sarebbero tante e tante altre cose di cui discutere – come la mia crush per Theo James, per esempio lol – ma preferisco non dilungarmi in quelli che potrebbero essere spoilers o dettagli inutili e noiosi. Non posso fare a meno di elogiare questo prodotto e attendere con impazienza Ascendant, seconda parte del terzo libro (ebbene sì, i due film hanno nomi diversi e la cosa mi piace da morire!).

Alla prossima recensione, lova ya.

xmswaldorf

Hello, May.

LOOK WHO’S BACK!

Ebbene sì, maggio è arrivato e sono tornata anche io. Aprile è stato un mese strano, perciò mi piacerebbe chiacchierare con voi su cosa mi ha tenuta lontana dal blog.

Partiamo dal motivo per il quale sono rimasta incollata ai libri per tutto il mese: l’esame. Noi del DAMS di Torino abbiamo anche una sessione primaverile e ho colto l’occasione per dare un esame di storia del teatro. La preparazione è stata dannatamente, incredibilmente stressante – sveglia alle 8, colazione, faccende e poi studio fino a sera (mangiavo anche, tranquilli!) – ma la soddisfazione una volta terminato il colloquio è stata grande, soprattutto per il voto che sfiora l’eccellenza (no, non mi sto vantando, sto gongolando lol).

Nonostante ciò, ho avuto modo di ascoltare tantissima musica, un po’ perchè mi aiutava ad entrare nel mood giusto per affrontare le mie giornate di studio, un po’ perchè mi distraeva dalla loro monotonia. La canzone che ho ascoltato in loop è Cake by the ocean (DNCE ft. Joe Jonas): avete presente quei testi nonsense che se collegati alla melodia giusta creano una canzone fighissima? Ecco, credo di averla consumata talmente sono le volte in cui ho schiacciato il tasto play. Altra canzone che ho amato e continuo ad amare è New Romantics (Taylor Swift), che oltre ad un ritmo estremamente coinvolgente ha un testo spettacolare, in cui mi rispecchio tantissimo.

❝ We cry tears of mascara in the bathroom, honey life is just a classroom. ❞

Non so se capita a tante persone, ma a me il silenzio sconcentra molto. Paradossalmente, ho bisogno di una compagnia che mi aiuti a studiare e se non è la musica, è Friends. Sono un caso disperato, ma non ne posso fare a meno: il mio amore per questa serie tv è qualcosa di così strano ed eccitante, che in un mese sono riuscita a preparare un esame da 12 crediti e terminare 8 stagioni allo stesso momento. Ho un problema, forse?

Ma il preferito assoluto del mese di aprile è Io prima di te, il libro di Jojo Moyes che a giugno (settembre in Italia) uscirà in versione cinematografica. Chi mi conosce sa che non sono una grande lettrice (ne ho anche parlato in questo articolo: https://xmswaldorf.wordpress.com/2016/03/26/i-libri-per-chi-non-ama-leggere/), ma questo libro mi ha spiazzata. Una settimana ed ero già alla fine, incredibile ma vero. Emozionante e semplice, è capace di aprirti la mente. Senza mi sembra di essere vuota, poichè (iniziato nel giorno in cui ho dato il mio esame) occupavo la maggior parte del mio tempo libero leggendo ed è stato splendido stare in compagnia di Will e Lou, i due protagonisti. E diciamocelo, immaginare Sam Claflin nei panni di Will mi mandava su di giri lol. Non vedo l’ora di vedere il film, ho davvero grandi aspettative.

E questo è quanto, ci sarebbero ancora tante cose da raccontarvi, come il fatto che ho finalmente messo le lenti a contatto, il ritorno di Game of thrones, le mie nuove Stan Smith Adidas di cui sono innamorata, ma evito di annoiarvi ancora e rimando l’appuntamento alla prossima settimana con un nuovo post!

Buona domenica e buona settimana, cupcakes! ❤

xmswaldorf

I libri per chi NON ama leggere

Buongiorno e buona Pasqua, carissimi!

Il titolo di oggi potrebbe far storcere il naso a molti: i libri per chi NON ama leggere? Ebbene sì, ma lasciate che vi spieghi. Fin da bambina io non sono mai stata una grande lettrice, anzi, ancora oggi la cosa mi annoia molto se la storia che ho sotto gli occhi non mi intriga abbastanza. Sono molto selettiva, mi sono sempre viziata con romanzi leggeri e stilisticamente molto semplici e scorrevoli, proprio perchè l’idea di mettermi alla lettura di un libro come Il grande Gatsby non mi entusiasma affatto. Mi piacciono le cose leggere, ma non infantili; pulite, scorrevoli e che nascondono spunti di riflessione interessanti. Non è facile trovare libri del genere, ecco perchè rovistando nella mia libreria ne ho selezionati tre che voglio proporvi.

  1. Girl Online di Zoe Sugg (Zoella). Il primo di due libri sulla storia di una blogger indaffarata con problemi adolescenziali e situazioni inaspettate. Amo il modo in cui leggendolo ti dimentichi del tuo mondo per immergerti completamente in quello di Penny, la protagonista, che diventa una compagnia perfetta per i momenti di noia sul treno, in aereo, all’aria aperta, a scuola, sul divano. Lo consiglio alle ragazze, sospetto che i ragazzi lo trovino un po’ patetico.
  2. Colazione da Tiffany di Truman Capote. E’ il libro che ha ispirato il celebre film con Audrey Hepburn, ma più che un romanzo, lo considererei un diario di Paul, il personaggio maschile: attraverso gli eventi che costellano la vita di Holly, egli racconta di questa ragazza, delle sue stranezze, dei suoi problemi, ma senza seguire un vero e proprio filone logico. E’ breve, non troppo impegnativo, e soprattutto offre spunti di riflessione davvero interessanti.  « Perchè no? Una persona dovrebbe poter sposare uomini o donne o… stammi a sentire, se tu venissi a dirmi che vuoi metterti con un cavallo da corsa rispetterei il tuo sentimento. No, parlo sul serio. L’amore dovrebbe essere libero. »
  3. Fallen di Lauren Kate. Il primo di una saga di quattro (cinque con il capitolo a sé stante) libri che ritrae la protagonista Luce alle prese con l’inizio di una nuova avventura; la parte interessante giunge quando un certo Daniel entra a far parte della sua vita, rivoluzionandola. Il genere è fantasy, ma niente vampiri o licantropi, con Fallen ci immergiamo nel mondo degli angeli caduti. Consigliato alle ragazze – a voi maschietti non interessa, fidatevi di me; la scrittrice non si perde a raccontare dettagli inutili, ma in poche parole le sue descrizioni fanno in modo che nella tua testa la scena sia vivida a chiara. E’ l’unica saga che ho letto interamente, ed è tutto dire.

Spero di avervi dato un po’ di ispirazione con questi titoli, e soprattutto spero che la cosa non crei problemi agli amanti della lettura che dopo aver letto questo articolo mi prenderanno per una povera ignorante. La verità è che l’ignoranza non si basa sui titoli dei libri presenti nella tua libreria, poichè leggere dev’essere un piacere e non un obbligo. Siate liberi di leggere ciò che più vi piace, è essenziale per il benessere della mente.

Un grande bacio e buone feste a tutti ♡

xmswaldorf

Spring playlist 2016

Buongiorno e buon 20 marzo a tutti voi, carissimi!

Oggi, in occasione del tanto atteso primo giorno di primavera, ho deciso di consigliarvi qualche canzone per entrare nello spirito di queste giornate soleggiate e che ci avviano alla stagione estiva:

♪ Cake by the ocean – DNCE

♪ Something in the way you move – Ellie Goulding

♪ Big kids – Megan and Liz

♪ Running with the wild things – Against the current

♪ Best day of my life – American Authors

♪ Somebody to you – The Vamps ft. Demi Lovato

Spero che questa mini playlist vi piaccia. Sto ascoltando tantissima musica in questo periodo e mi è inevitabile collegare il mio stato d’animo alle canzoni che seleziono: queste sono quelle che più rispecchiano la mia voglia di svegliarmi col sole già alto e di indossare i miei occhiali da sole mentre mi godo il paesaggio dal finestrino del treno.

Un abbraccio x

xmswaldorf

Vita da PENDOLARE: tips and tricks

Nonostante siano solo pochi mesi che la mia carriera universitaria m’impone di viaggiare in treno più volte a settimana, ho avuto modo di imparare a gestire al meglio la mia vita da pendolare. Ecco perchè ho deciso di condividere con voi qualche consiglio utile per intraprendere un percorso simile al mio, in cui la lontananza da casa ci impone di avere tutto il necessario sotto mano.

  • Controllate le previsioni metereologiche. Prevenire è meglio che curare, e avere un ombrello nello zaino non è mai spazio sprecato; inoltre, la temperatura può variare durante la giornata e una maglia in più è sempre meglio che una in meno!
  • Procuratevi una sacca grande, maneggevole e resistente. Io consiglio borse e zaini Eastpack, i migliori se dovete trasportare libri e quaderni. Capita che dobbiate appoggiare il vostro bagaglio a terra o che lo spazio in autobus sia piuttosto angusto – e soprattutto ricco di gente che ha voglia di frugarvi nelle tasche – per indossare liberamente una borsa a spalla firmata, perciò la praticità prevale su tutto.
  • Scaricate l’app dei trasporti della città. Se la vostra meta è una città ben fornita di mezzi pubblici, controllate il playstore in cerca dell’app indicata (GGT Torino, ATM Milano…) e vi sarà utilissima per le coincidenze di treni/autobus/metropolitane.

 

COSA DEVO PORTARE NELLO ZAINO?

Iniziate con un astuccio ben fornito e un quaderno per gli appunti (anche qui, scegliete la praticità); un’agenda potrebbe esservi utile, ma potete sostituirla con un block notes tascabile o con un’applicazione sul cellulare; il portafoglio ben rifornito di monete e qualche banconota – non portate mai troppi soldi, utilizzate un bancomat o una carta di credito per le spese elevate; un beauty case con burro di cacao, specchietto e qualche cosmetico se avete intenzione di ritoccarvi il makeup durante la giornata; igienizzate e/o salviette sono indispensabili se utilizzate mezzi pubblici, poiché senza rendercene conto entriamo in contatto con milioni di germi e tenere le mani pulite è essenziale; bisogna sempre avere con sé una bottiglietta d’acqua, ci spronerà a bere di più durante il giorno (ma ricordatevi di andare al bagno quando c’è la possibilità per evitare spiacevoli urgenze in momenti poco opportuni!) e uno snack da sgranocchiare se giunge la fame; le cuffiette per la musica sono di ottima compagnia durante i viaggi in treno (munitevi anche di carica batterie per il cellulare per non rimanere senza batteria, mi raccomando); un libro o una rivista sono anch’essi ottimi passatempi, ma anche i testi scolastici possono sconfiggere la noia, occupando i tempi morti con lo studio.

La domanda che bisogna farsi in questi casi è: se ci fosse quel problema, ho ciò che mi serve per affrontarlo? Non appesantite il vostro bagaglio con oggetti inutili, imparate a comprendere ciò che vi serve veramente durante la vostra giornata fuori sede – considerando che le vostre necessità potrebbero essere diverse da quelle del vostro compagno.

 

Spero in qualche modo di esservi stata utile, è stato un piacere condividere con voi questi piccoli tips. Buona fortuna a tutti coloro che sono prossimi a questo stile di vita e un abbraccio a chi invece già la conosce bene. Love ya.

xmswaldorf